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Assorbe e rilascia veleno…

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Alleluia, Angelino Alfano ha finalmente trovato il tempo per andare al vertice di (non)maggioranza così Pier Ferdinando Casini ha potuto annunciare contento su twitter: “Siamo tutti qui! Nessuna defezione!” con tanto di foto, per la grande gioia di Bersani. Tutti lì certo, e si vede pure come stanno rigorosamente attaccati alla poltrona.

Written by laspugnadifiele

15/03/2012 at 22:18

Bavaglio in tribuna stampa

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L’ultima “paparazzata” dall’Emiciclo aveva addirittura ispirato una puntata di Radio Londra, qualche giorno fa. Il bigliettino scritto da Enrico Letta e fatto arrivare al seggio più alto dei banchi del Governo, balzato agli onori della “fotocronaca” era servito al buon Giuliano per montare un caso clamoroso, inveire contro le vecchie abitudini della politica dell’inciucio: in modo occulto o palese Letta avrebbe aiutato Monti a sciogliere il nodo delle nomine dei sottosegretari su missiva di Bersani.
Quanto scandaloso fosse il pizzino di Letta o quanto lo fosse quello altrettanto famoso che stringeva in mano Silvio Berlusconi, con su scritto 8 traditori prima di decidere la resa delle dimissioni, è difficile a dirsi. Entrambi manifestano ed esplicitano delle azioni conseguenti, e il fatto che siano catturati dagli obiettivi, è del tutto ininfluente sulla causalità delle azioni susseguenti: è chiaro che Monti prima di scegliere i sottosegretari voglia consultarsi con i partiti (anzi da quando ha assunto il “carico” del Governo non fa altro che consultarsi!), come è chiaro che Berlusconi avendo realizzato di non avere più una maggioranza alla Camera dei deputati doveva dimettersi.
Leggendo le cronache di oggi sembra che la goccia che ha fatto traboccare il vaso siano stati proprio questi due episodi, in particolare quello di Letta. È stato quindi deciso che i fotografi accreditati devono costituirsi in associazione e devono anche adottare un codice di condotta da concordare con l’ufficio di presidenza. Evviva la liberalizzazione delle professioni, verrebbe da dire, ma tanto… .
Comunque questo è un fatto clamoroso di limitazione delle libertà di stampa, un ennesimo tentativo di mettere il bavaglio alla stampa. I cittadini devono sapere tutto di questi onorevoli signori perché li votano, li pagano profumatamente e nemmeno rivendicano un risarcimento danni per la loro inettitudine. Volente o nolente questo principio di trasparenza deve passare anche quando mina la credibilità di coloro che sonnecchiano durante i lavori, o peggio consultano siti sconvenienti dagli apparecchi tecnologici che l’amministrazione gli mette a disposizione per tenersi aggiornati. E speriamo che nessuno gli faccia sapere che un tempo assai lontano i cronisti parlamentari non potevano nemmeno prendere appunti: in aula si entrava soltanto dotati dell’ottimo senso dell’udito e di una memoria di ferro, senza penna né taccuino.