La Spugna di Fiele

Assorbe e rilascia veleno…

Lettere dal carcere

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Dev’essere proprio una brutta cosa per un magistrato l’esperienza di detenzione in carcere, detenzione preventiva per giunta! La privazione della libertà personale è cosa brutta per chiunque, per carità, ma per un ex magistrato deve essere proprio orribile, anche nel padiglione Firenze fresco di ristrutturazione.
Immaginate di passare da un giorno all’altro dai fasti e dalle feste del Palazzo, dai riguardi rispettosi di chiunque ci si presenti al cospetto, alla solitudine di una cella del carcere di Poggioreale, da dove il sole si vede a scacchi. Un vero trauma per il pidiellino Alfonso Papa, accusato di concussione, favoreggiamento e rivelazione di segreto. Papa è anche il primo deputato a tornare a Poggioreale dopo ben 27 anni – sono passati quasi tre decenni dall’ultima volta che il Parlamento ha autorizzato la magistratura a procedere per l’arresto di un deputato -. Nonostante l’impegno profuso del Cavaliere – che per risparmiargli il carcere nel week end precedente ha volato persino a Milano in aereo con Umberto Bossi per convincerlo a non “infrangere” la linea garantista della maggioranza – è quasi una settimana che Papa trascorre i suoi giorni (e le notti) da recluso. Ha detto di essere un prigioniero politico, un perseguitato dai suoi colleghi della procura di Napoli per essere rimasto vicino ad Agostino Cordova. E un prigioniero politico che fa? Semplice: scrive lettere dal carcere. Scrive al gip, Luigi Giordano, per chiedere di poter continuare a frequentare l’Aula per le votazioni «Intendo avvalermi delle mie prerogative di parlamentare essendo nel pieno delle mie funzioni, intendo quindi esercitare il diritto di voto e partecipazione ai lavori della Camera. Chiedo che l’amministrazione penitenziaria rivolga alla Camera e al gruppo Pdl un’stanza per conoscere il calendario dei lavori e delle votazioni che mi possono riguardare sia come parlamentare sia, più nello specifico, come componente delle commissioni Giustizia, Antimafia, affari speciali». Ma il gip glielo nega, è l’ennesimo vano tentativo di tornare a respirare aria di libertà, seppur nelle brevi trasferte. Già all’indomani del voto, infatti, i suoi colleghi di partito hanno provato ad appellarsi al mancato rispetto del Regolamento della Camera, per dargli un’altra chance, hanno chiesto l’annullamento del voto che a loro parere non si sarebbe svolto nel pieno rispetto della garanzia di segretezza. Ma anche qui nulla da fare, il voto si è svolto regolarmente ha fatto sapere il Presidente della Camera, Gianfranco Fini. Insomma, non riesce a capacitarsi l’onorevole Papa, quel voto inaspettato, di quel giorno confuso e beffardo di metà luglio, proprio non riesce ad accettarlo, e chissà se la moglie, l’avvocato Tiziana Rodà, ama ancora il verde ora che il marito è stato spedito a Poggioreale proprio dal voto dei legisti.

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Written by laspugnadifiele

23/07/2011 a 13:03

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