La Spugna di Fiele

Assorbe e rilascia veleno…

Di terroni, Murdoch, Feltri e bavagli

leave a comment »

C’è una bella battuta nell’attacco dell’articolo di Vittorio Feltri su Panorama: «Voi eravate ancora sulle piante e noi eravamo già froci». Così direbbe la gente del sud a quella del nord della Penisola, e questo «per significare che i terroni sono sempre arrivati primi e non si stupiscono di nulla hanno già visto tutto», ma soprattutto per spiegare il motivo per cui lo scandalo dell’hackeraggio telefonico scoppiato nel Regno Unito – e che ha indotto Rupert Murdoch a far scomparire dal mercato il settimanale britannico News of the World, tabloid nato nel 1843 e finito tra i possedimenti britannici di Murdoch nel 1969, con alle spalle una storia ultracentenaria quindi, in un battibaleno – a noi italiani ci ha fatto solo sorridere. Poiché seguendo la stessa analogia la teoria feltriana si può applicare a tutte le latitudini del globo terrestre, ne deriva che gli italiani, rispetto ai britannici, sarebbero più smaliziati. Mentre oltre la Manica scattano addirittura gli arresti, «è successo il finimondo» quando hanno saputo che «i giornalisti del News of the World spiavano e riportavano le faccende private di vip e gente comune, allo scopo di rendere il giornale più saporito, quindi più facile da vendersi in milioni di copie», in Italia «le intercettazioni piacciono e pretendiamo di abusarne in nome della libertà di stampa». Peccato che il bravo Feltri dimentichi che la Corte di Strasburgo, con sentenza 7 giugno 2007, ha assolto due giornalisti francesi proprio sul merito della pubblicazione di atti processuali coperti dal segreto istruttorio, e in Italia con la legge bavaglio si andava in tutt’altra direzione.
Sabato scorso un altro grande giornalista, Fabrizio Rondolino, aveva provato simili acrobazie partendo però da una premessa diversa: la totale assenza del rispetto della privacy, è come un’infezione inguaribile, scrive, per vivere dobbiamo per forza cibarci della vita degli altri la nostra non ci basta. E l’acrobazia sta nell’aver messo sullo stesso piano tre cose ben diverse: le notizie sulle inchieste giudiziarie che coinvolgono politici, amministratori e funzionari pubblici, (condotte soprattutto utilizzando le intercettazioni telefoniche, che finiscono poi inevitabilmente nelle pagine dei giornali), il voyuerismo del giornalista d’assalto che si accanisce a fatti di mera cronaca (vedi casi di Avetrana, Cogne, Perugia e altre macabrità) e infine, il fatto che i giornalisti inglesi hanno assoldato, corrompendoli, funzionari pubblici e poliziotti al mero scopo di creare dal nulla (ossia su nessuna questione di interesse pubblico) scoop giornalistici.
Per rendere giustizia alla questione e riportarla entro i confini della ragionevolezza è molto meglio leggere le opinioni di un giurista che in Italia è stato anche presidente dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali, Stefano Rodotà, il quale, commentando il watergate britannico, di privacy non fa menzione alcuna, parlando piuttosto del rispetto delle più elementari regole democratiche. Così per la buona pace di meridionali e settentrionali la teoria infeltrita risulta invertita se non addirittura invalidata.

Annunci

Have you something to say about?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: