La Spugna di Fiele

Assorbe e rilascia veleno…

Rotondi, il ministro che è tutto un programma

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È Ministro per l’attuazione del programma di Governo – e tanto basterebbe a soppesare la sua cifra politica all’interno dell’Esecutivo, visto che a diciotto mesi dalla scadenza del mandato elettorale il Governo ha un programma ancora tutto da attuare, e che lui stesso consiglia di rassegnarsi perché al massimo si può far approdare qualche leggina in Parlamento -. Dalla scheda del sito istituzionale di Palazzo Chigi si legge che dal 2005 è segretario nazionale della Democrazia Cristiana per le Autonomie, un partito che nonostante diserti puntualmente gli appuntamenti elettorali, è considerato tale dalla vulgata giornalistico-mediatica. Grazie a un patto con il Pdl (ma i patti non erano vietati? Per questo il partito di Casini è andato da solo, No?) Gianfranco Rotondi è stato eletto deputato nella circoscrizione Lombardia 1 pur essendo avellinese doc.
Annovera tra i suoi più stretti collaboratori una certa Daniela Guarnero Santanché – leader a sua volta di un partito, La Destra – Fiamma Tricolore –, che tuttavia si potrebbe definire più audace, perché almeno ha affrontato il test elettorale (e quindi sappiamo che rappresenta qualcosa come due elettori e mezzo ogni cento), che benché trombata alle urne è stata nominata sottosegraterio al Programma di Governo, quindi di fatto è aiutante del Ministro, ma questa è un’altra storia. Tornando al protagonista sarebbe  utile chiedersi perché mai abbia tanto credito in seno al Governo. Sarà perché il Premier è stato suo testimone di nozze e quindi dovremmo presumere che siano grandi amici. Oppure perché è un garantista di prim’ordine visto che fu l’unico, insieme al suo amico Francesco De Luca, a far visita a Pomicino quando era in carcere (così scrive nel suo libro Il caso Buttiglione: i dieci anni dei democristiani senza la DC edito da Koiné nel 2004). Fatto sta che il Ministro è famoso per le sue candide affermazioni impopolari. Non parlava dai tempi in cui si disse favorevole all’abolizione della pausa pranzo ed ecco che oggi ne tira fuori un’altra delle sue. “Consiglierei a Tremonti di non cavalcare il sentimento anticasta” dice in un’intervista a Libero. Altro che Ministro per l’Attuazione del programma, si farebbe meglio a dire che questo ministro è tutto un programma!

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