La Spugna di Fiele

Assorbe e rilascia veleno…

B. ha i giorni contati?

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L’Espresso di questa settimana ha in copertina un altro degli scoop del famoso Zappadu, il fotoreporter che vendette a El Pais gli scatti di Villa Certosa che ritraevano tra gli altri l’ospite Topolanek in costume adamitico. Silvio Berlusconi se ne sta in compagnia di una fanciulla, i due passeggiano tenendosi per mano. Questa volta dunque niente nudi, ormai certe immagini non fanno scalpore, e comunque lo scandalo è un altro. Lo scandalo è che mentre gli italiani in maggioranza vanno a infilare le quattro schede dei quesiti referendari nell’urna, decretando la terza sconfitta elettorale dei partiti al governo di questo Paese, il Premier si gode un week end di relax in dolce compagnia. Ma dovremmo scandalizzarci davvero per così poco, dopo aver letto, visto e sentito tanto e di più?
Si direbbe piuttosto che il vero sentimento evocato da quella copertina è la pietà. La pietà per un uomo tremendamente solo. E forse non a caso, Marco Damilano ci racconta delle minacce di un deputato leghista vicino a Roberto Maroni. I leghisti staccheranno la spina al Governo se alla Camera, nella verifica del 22 giugno, Berlusconi non presenterà un progetto di riforma fiscale e non annuncerà che alle prossime elezioni non si candiderà più a Palazzo Chigi. Scrive che perfino un fedelissimo Stracquadanio ha spedito al Cavaliere una ricetta amara: “Deve nominare Tremonti vicepremier, per vincolarlo. Deve assegnare ad Angelino Alfano i pieni poteri nel Pdl. Deve convocare le primarie per la prossima leadership aperte alla partecipazione di chi ci sta, da Casini a Montezemolo, e se vuole partecipare Fini ben venga”.
Su Panorama la musica non cambia, fatta eccezione di Ferrara
 e Minzolini, che continuano a ripetere il mantra dell’assenza di alternative, c’è un ottimo pezzo di Oscar Giannino che invita a fidarsi di Tremonti che aiuterà il centrodestra a riconquistare il consenso perduto. Il Ministro ha lanciato un segnale non trascurabile dichiarando che per fare una riforma credibile e condivisa innanzitutto bisogna partire dai tagli ai costi della politica. È fondamentale che la classe politica dia il buon esempio. Bisogna andar cauti, analizzare, studiare. Occorre una riforma strutturale, duratura, altro che tre aliquote. Insomma il vero programma per l’ultimo anno di legislatura lo sta preparando Tremonti ma l’ultima parola spetta alla Lega, domenica sul prato sacro di Pontida.
Oggi poi il Presidente della Repubblica ha detto che non bisogna temere di unirsi per raggiungere grandi obiettivi. Saranno davvero maturi i tempi per mettere in piedi un governo che si rimbocchi le maniche e cominci a lavorare?

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